La Roma si candida a vincere il campionato 2007/08. Prima di tutto perché è forte, e questa non è una notizia; ma la novità è che quest’anno il campionato è più equilibrato. Al contrario della passata stagione dove l’Inter era la padrona incontrastata del torneo, oggi nella parte alta della classifica non vi sono squadre in grado di prevalere in modo netto sulle altre.
I Campioni d’Italia si confermano un gruppo (anche rinforzato rispetto allo scorso anno) di grandi giocatori ma non una squadra vera e propria. Il Milan è un raro animale da Champions , infallibile nella partita secca, ma con qualche lacuna nella gestione del campionato. La Juventus è tornata ad essere più umana: in un torneo regolare vince e perde soffrendo, come tutte le altre insomma, e ancora non sembra alla pari delle milanesi e dei giallorossi. Qualche anno fa, è non è bello dirlo, la Juve avrebbe vinto una gara come quella contro l’Udinese, magari con un gol in fuorigioco. Ora è tornata, per fortuna, sulla Terra. Da Torino, per fare una digressione, anche un bell’ esempio di civiltà sugli spalti:il pubblico ha fermato e consegnato agli steward un tifoso reo di aver lanciato un grosso petardo verso il campo. Finalmente gli sportivi hanno dimostrato di volersi riprendere gli stadi mettendo alla gogna gli incivili. Perché è facile difendere questi tifosi (come ha fatto il padre del giovane, peraltro subito condannato); però è vero che allo stadio si va per vedere la partita, non per fare altro.
Torniamo al campionato. In un contesto di grande equilibrio è ovvio che una squadra come la Roma, la cui forza è nel collettivo e nell’organizzazione di gioco (complimenti al tecnico), risulti più costante e più affidabile lungo l’arco delle 38 partite. Stavolta sono molti i campi dove si può uscire sconfitti. L’Inter dà la sensazione di dipendere da alcuni singoli bizzosi, mentre i giallorossi sembrano muoversi in un contesto più che collaudato, dove si gioca a memoria e dove ognuno si inserisce alla perfezione. Juan non sta facendo rimpiangere Chivu (forse Moratti ha qualche rimpianto), e Giuly si trova perfettamente con Totti e compagni. Insomma in un campionato regolare l’organizzazione di gioco, e quindi lo spettacolo, è tornato ad essere il fattore determinate per ottenere i risultati: e permettetemi di sottolineare finalmente!
Cristiano Di Cosimo
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