venerdì 21 settembre 2007

Roma: è opportuno essere cauti, anche se la squadra gira a mille.

È opportuno essere cauti. La stagione è ancora all’inizio e arriveranno i momenti di difficoltà, le partite storte e quelle sbagliate. E anche quelle che perdi perché è giusto perderle. Alla fine, quando si tireranno le somme, sarà chiaro a tutti il reale valore della Roma. È vero anche, però, che la Roma oggi esprime un grande gioco. Al quale si aggiunge la coesione tra i giocatori e l’unità di intenti, dai vertici della società fino al giardiniere di Trigoria. Tutto questo contribuisce a creare un potenziale che lascia, non solo i tifosi romanisti, credere e sperare che ogni traguardo sia davvero raggiungibile. Certo, sia in Europa che in Italia, vi sono avversari di spessore, anche molto più esperti e blasonati della Roma. A ben vedere, però, proprio questo comune sentire, questa voglia di provarci, può essere il valore aggiunto in grado di far superare alla Roma anche i gap più ampi con le squadre maggiormente accreditate.

Sulla partita con La Dinamo Kiev si è detto già molto. Sembra quasi inutile aggiungere disamine, ma tre punti hanno colpito la nostra attenzione. Per primo la difesa della Roma. Non è tanto il fatto che la Roma è alla quinta partita consecutiva senza prendere gol (e qui il merito è anche del poderoso filtro a centrocampo), ma impressiona il fatto che la Dinamo Kiev ha centrato con un tiro lo specchio della porta solamente all’80’. Ora la Dinamo Kiev non è certamente il Real Madrid, ma è anche una squadra che fornisce alla Nazionale ucraina l’intera ossatura e annovera giocatori che sono in grado di puntare alla porta avversaria. Appare subito evidente che finalmente sono stati superati alcuni problemi che avevano caratterizzato nel passato il reparto difensivo della Roma portandolo ad un livello di sicurezza molto elevato. Secondo punto: va sottolineata l’estrema mobilità di questa difesa. Rivedendo le azioni della partita contro la Dinamo Kiev ci siamo soffermati su quella del palo clamorosamente colpito da Juan. Ebbene, la Roma sta vincendo per 1 a 0, è necessario controllare la partita e chi troviamo in area di rigore avversaria? Juan e Mexes. E non si trattava di un’azione di contropiede, o di un cross da calcio d’angolo (quando normalmente le torri salgono in area avversaria), ma di una normalissima azione di gioco che ha visto salire tutti e due i centrali della difesa. Per terzo ed ultimo punto vorremmo semplicemente citare questo dato: nel primo quarto della partita la Roma ha detenuto il possesso palla per il 66% del tempo giocato.

Domenica il match contro la Juventus di Ranieri. Ci auguriamo di poter assistere a una partita caratterizzata soltanto da sano e vero agonismo.

Marco Zacchia

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