mercoledì 19 settembre 2007

Lazio: se il bicchiere è mezzo pieno…

La Lazio pareggia. Pareggia nelle prime tre giornate di campionato, pareggia all'andata dei preliminari con la Dinamo Bucarest, pareggia nell’esordio in Champions League contro i greci dell’Olympiacos. Chi ha negli occhi la Lazio veloce, aggressiva e determinata dei migliori momenti dello scorso campionato rimane comprensibilmente interdetto. I protagonisti, con l’esclusione di Peruzzi che ha dato addio al calcio, sono sempre gli stessi, ma qualcosa ancora non gira per il verso giusto.

È vero: nessuno avrebbe mai immaginato, all’inizio dello scorso campionato, che la Lazio conquistasse il terzo posto e la qualificazione in Champions. Era piaciuta, con riserve, la Lazio vista nel ritorno dei preliminari contro la Dinamo Bucarest in Romania. Il secco 3-1, dopo un primo tempo inguardabile, aveva mostrato una buona prova complessiva. Si era apprezzato il talento del giovane De Silvestri, l’agile inventiva di Del Nero e l’esplosività del promettente Kolarov. Alla ristretta campagna acquisti che inspiegabilmente si è conclusa senza rinforzi – la classe di Meghni deve essere ancora valutata – si sono aggiunti gli infortuni a catena di Siviglia, Cribari, Diakité, Stendardo e Mauri. Il centrale difensivo brasiliano ha stupito per l’eroico attaccamento alla maglia, scendendo in campo dopo una brevissima convalescenza con una mascherina protettiva, 3 placche e 18 viti per la terribile frattura al volto. Grande cuore quello di Emilson, oggi sicuramente uno dei migliori nel suo ruolo. Delio Rossi, l’allenatore che ha saputo dare un’anima alla squadra, come al solito si è rimboccato le maniche e ha cominciato a far lavorare sodo i suoi ragazzi.

Il pareggio contro l’Olympiacos, dunque, va anche contestualizzato. Le gambe ancora pesanti, la comprensibile emozione degli absolute beginners (solo Ballotta, Mauri, Scaloni e Zauri hanno esperienze in Champions), Rocchi e Pandev che non segnano, Mauri ancora non al meglio: l’1-1 può lasciare soddisfatti. La Lazio, nello partita a porte chiuse del Karaiskakis di Atene, ha tenuto bene il campo durante i primi 45’, anche se contratta e imprecisa. Sono i greci a mettere paura per primi con Galletti che semina Zauri e lancia un bel cross in mezzo, De Silvestri è bravo ad anticipare Djordjevic. Risponde Ledesma con una bella punizione, neutralizzata da Nikopolidis in corner; poi, al 31’, verticalizza alla perfezione per Mauri nel bel mezzo dell'area greca, ma il trequartista manca l’attimo e permette a Zewlakow di recuperare in scivolata. L'Olympiacos cresce: si capisce quando Galletti si presenta in area indisturbato e Ballotta salva in extremis. La Lazio non convince.

Nel secondo tempo l’Olympiacos torna in campo ancora più convinto finché al 10’ arriva il gol: Galletti, imbeccato da Djordjevic sul filo del fuorigioco, si libera di Cribari, dribbla Ballotta e mette in rete. La Lazio accusa il colpo e soffre, l’attaccante di colore Lua Lua è una costante preoccupazione, sembra che l’Olympiacos sia padrone della partita. Bisogna attendere il 30’ e l’inserimento di Mutarelli e Del Nero per Mauri e Manfredini per riconoscere la Lazio di Delio Rossi. Il gioco diventa più fluido e al 32’ Pandev, palla al piede, attrae tre difensori su di sé, poi serve Zauri che spunta dalla fascia quasi dal nulla e batte Nikopolidis con un grande destro rasoterra. Improvvisamente è un’altra Lazio: così Pandev al 40’ impegna duramente il portiere avversario e tre minuti dopo è Rocchi a farsi parare un bel tiro sotto l’incrocio dei pali. Nonostante l’entrata in campo dell’ex laziale Kovacevic, l’Olympiacos non riesce a venirne fuori. Alla fine del match resta l’agrodolce sensazione che la Lazio, quella vera dell’ultimo quarto d’ora, avrebbe facilmente portato a casa i 3 punti. Ma il pareggio può andare bene: i biancocelesti hanno dimostrato grande carattere nel rimontare lo svantaggio e – complice la sconfitta del Werder Brema contro il Real Madrid – si ritrovano secondi in classifica nel girone C. Il 3 ottobre li attende all’Olimpico la sfida contro i campioni spagnoli.

Per Delio Rossi il bicchiere va guardato mezzo pieno: la squadra è in via di miglioramento, le gambe cominciano a girare e in poco tempo sarà possibile rivedere la vera Lazio. Gli impegni, comunque, sono tanti e ravvicinati e la rosa un po’ corta: sarà davvero dura.

OLYMPIACOS: Nikopolidis, Patsatzoglou (40′ st Kovacevic), Domi, Antzas, Zewlakow, Torossidis, Stoltidis, Ledesma, Galletti, Lua Lua, Djorjevic. (Sifakis, Cesar, Nunez, Raul Bravo, Ne, Konstantinou).
Allenatore: Lemonis.

LAZIO: Ballotta, De Silvestri (35′ st Scaloni), Stendardo, Cribari, Zauri, Manfredini (24′ st Del Nero), Ledesma, Mudingayi, Mauri (15′ st Mutarelli), Rocchi, Pandev (Muslera, Kolarov, Tare, Makinwa).
Allenatore: Rossi.

Arbitro: Eric Braamhaar (Olanda)
Reti: nel st 10′ Galletti, 32′ Zauri
Angoli: 12-3 per l’Olympiakos
Recupero: 1′ e 3′.
Ammoniti: Patsatsoglou, Stendardo, Mutarelli e Zauri, per gioco scorretto.
Spettatori: stadio a porte chiuse per la squalifica del campo dopo gli incidenti con lo Shakhtar Donetsk della scorsa Champions.

Alessandro Staiti

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