Non gli davano tanta fiducia: "Ma che vuoi che mettano su YouTube, filmati taroccati, gli episodi migliori". Oppure: "Eh, ma bisogna vederlo nel campionato italiano...". Così è arrivato a Roma in bilico tra l'entusiasmo di pochi tifosi e lo scetticismo dei più. Tra i quali proprio Delio Rossi, che dopo la partita contro il Paok Salonicco in occasione della presentazione della Lazio all'Olimpico lo scorso 12 agosto, aveva detto:"Zarate è un giocatore che ha delle qualità, però anche lui viene da un'altra parte del mondo. Ha 21 anni, si inserirà piano piano. Sa giocare al calcio ma va inserito nel contesto insieme agli altri. Non vorrei che dessimo l'etichetta del fenomeno ai giocatori in base al criterio economico. Lo hai pagato tanto, quindi deve essere per forza un fenomeno. Zarate giocava con gli arabi, non viene dal Real Madrid, quindi qualche problema lo avrà avuto anche lui". Un Delio Rossi non proprio di tatto. Eppure Maurito ha saputo mettersi tutto dietro le spalle, non senza qualche difficoltà dopo non aver giocato neanche un minuto nel primo appuntamento di Coppa Italia contro il Benevento. Perché Delio Rossi all'inizio del ritiro aveva annunciato il risveglio di Makinwa, schierato puntualmente come prima punta (per Rossi Zarate non lo è) durante le amichevoli e puntualmente mai a segno. Molti si sono chiesti in questi giorni come sia possibile preferire Makinwa a Zarate, per un semplice motivo: di Makinwa si conoscono ormai (purtroppo) le giocate, di Zarate no. Così ieri Maurito ne ha approfittato per presentarsi ufficialmente al proprio allenatore, ai propri tifosi, al campionato italiano.
A Cagliari la Lazio ha esordito con un molle e preoccupante primo tempo. Pressata alta dai sardi, la squadra di Rossi (all'ultima giornata di squalifica, sostituito da Crialesi in panchina) sembrava la stessa brutta controfigura "ammirata" in campo nello scorso campionato. Interpreti diversi, eccome: Carrizo, Lichtsteiner, Matuzalem, Brocchi, Zarate. Ma stessa mancanza di idee, stessi affanni in difesa, stessa incapacità di costruire azioni credibili in attacco. Risultato: il Cagliari dominava e al 32' Larrivey - che qualche minuto prima aveva colpito un palo - la metteva dentro con un buon diagonale e la complicità della difesa biancoceleste. Non iniziava certo bene l'avventura della nuova Lazio di Delio Rossi. Anche perché il 4-4-2 non funzionava con quegli interpreti, causando soprattutto un forte scollegamento tra centrocampo e attacco. Bizzarra poi la decisione di schierare il neo arrivato Brocchi fin dal primo minuto e nel ruolo di ala destra. Nell'intervallo Foggia rileva Brocchi e si passa al 4-3-2-1 con Zarate prima punta, tanto per essere coerenti. Buon per la Lazio, che comincia a dare segni di risveglio e a pressare i cagliaritani finché al 17' non le viene concesso un sacrosanto rigore per un goffo fallo di mano di Lopez, che viene anche espulso. L'azione inizia con Mauri, lanciato da solo davanti al portiere, che gli scarica addosso il pallone divorandosi un gol fatto. Bravo anche Marchetti a mettersi sulla traiettoria, ma sulla sua respinta Pandev prova a metterla dentro, e qui interviene Lopez con una scivolata tanto inutile quanto maldestra che gli fa poi carambolare il pallone sulla mano. Rigore con espulsione del capitano del Cagliari. Pandev lascia tirare il rigore a Zarate, che la mette dentro. Pareggio. Trascorrono solo 9 minuti e al 26' Maurito si ripete, con un pallonetto da posizione davvero difficile defilata sulla sinistra. Questi sono i suoi colpi. Ancora 4 minuti e la legge dell'ex colpisce ancora: Foggia raccoglie un ottimo suggerimento di Kolarov che è sceso molto bene sulla fascia e la mette dentro con convinzione. Per pudore non esulta. Ma al 39' è proprio lui a svincolarsi in area e a dare a Pandev l'assist per il quarto gol. Partita chiusa. Tra le note positive la bella prova di Lichtsteiner: De Silvestri sarà spronato a una bella competizione con il giovane svizzero, puntuale e affidabile, e comunque Rossi avrà una nutrita scelta sulla fascia destra. Un po' in ombra Ledesma, che si trascina, almeno nel primo tempo, anche Matuzalem, meno reattivo del solito. Ma non abbiamo dubbi che i due saranno i pilastri del centrocampo biancoceleste, magari in un modulo a tre. E ancora Pasqualino Foggia, che si è ripreso la Lazio con entusiasmo e forza. Inspiegabile la sua assenza in questi ultimi 2 anni, nonostante Rossi lo avesse chiesto esplicitamente nell'affare Oddo. Da rivedere Brocchi, appena sbarcato da Milano e gettato subito nella mischia, e comunque non come esterno di centrocampo. Il 4-1 sul Cagliari è una grande iniezione di fiducia per questa nuova Lazio, che ben inizia il campionato: prima in classifica e con Zarate capocannoniere assieme a Di Natale. Voto 8, nonostante il primo tempo sconclusionato e un grazie a Crialesi che ha sostituito lo squalificato Rossi con un bel primato: tre presenze, tre vittorie.
Alessandro Staiti
IL TABELLINO:
CAGLIARI-LAZIO 1-4 (pt 1-3)
CAGLIARI: Marchetti; Pisano (dal 28' s.t. Lazzari), Lopez, Canini, Fini; Conti, Biondini, Agostini; Cossu (dal 18' s.t. Magliocchetti); Jeda (dal 33' s.t. Matri), Larrivey. (Aresti, Acquafresca, Parola, Ferri). All. Allegri.
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Kolarov; Brocchi (dal 1' s.t. Foggia), Ledesma, Matuzalem, Mauri; Pandev (dal 43' s.t. Manfredini), Zarate (dal 47' s.t. Makinwa). (Muslera, Cribari, Radu, Diakhite). All. Crialesi
MARCATORI: Larrivey (C) al 31' p.t.; Zarate (L) su rigore al 17' e al 26', Foggia (L) al 30' e Pandev (L) al 39' s.t.
ARBITRO: Bergonzi di Genova
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni; spettatori 10mila circa. Espulso al 16' s.t. Lopez per fallo di mano in area. Ammoniti: Agostini, Brocchi, Larrivey, Cossu, Biondini. Angoli: 8-3. Recupero: 1' p.t. e 3' s.t.
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