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mercoledì 21 gennaio 2009

In 5 minuti il pareggio tra Lazio e Juve


L’1-1 all'Olimpico fra Lazio e Juventus sta tutto in cinque minuti del primo tempo: vanno in vantaggio al 25’ i biancocelesti con Ledesma, al 30’ pareggia il conto Mellberg per i bianconeri. Entrambe le reti frutto di pesanti distrazioni. La Lazio schiera il tridente Zárate-Rocchi-Pandev con la splendida performance di Meghni a centrocampo, accanto a Dabo e Ledesma. Ranieri, con la difesa decimata dagli infortuni, lancia al centro il baby Ariaudo, al debutto in campionato. Dopo circa 20 minuti in cui le due squadre si studiano a fondo – con la Lazio in pressante predominio - è Zárate a decidere che bisogna fare qualcosa per accendere davvero la partita: se ne va sull’out di sinistra e Mellberg lo atterra. L’arbitro Morganti, che sembra dirigere all’inglese (cambierà idea più tardi), concede la punizione – letale - ai padroni di casa. E Cristian Ledesma non si fa pregare due volte: calibra uno dei suoi migliori lanci da posizione impossibile che, con l’involontario aiuto di Manninger (clamoroso il suo errore di piazzamento), la mette dentro alle spalle del portiere austriaco. Esplode l’Olimpico, al pieno stagionale come se si trattasse di Champions (oltre 60mila spettatori). Il gol è incredibile, purtroppo non decisivo. La Juve sbanda, e la Lazio un minuto dopo va vicina al raddoppio: Rocchi, lanciato in profondità da Dabo, calcia al volo di sinistro chiamando Manninger al miracolo. Sulla ribattuta si avventa Pandev che, disturbato da Legrottaglie, spedisce incredibilmente alto sopra la traversa con la porta completamente vuota. Grave errore, scatta la dura legge: gol mancato, gol subìto. I bianconeri prendono coraggio: al 27’ una punizione di Del Piero dalla trequarti va a cercare Amauri, ma Diakité è perfetto nell’anticipo. Due minuti dopo è Amauri che cerca di ricambiare il favore a Del Piero in velocità sulla destra: palla in profondità per Del Piero, deviata in angolo da Rozehnal. Sulla bandierina va Marchionni che pennella un bel cross al centro dell’area laziale dove Mellberg, indisturbato, gira ottimamente di testa sul primo palo: inutile il tuffo di Carrizo. Solita, ennesima distrazione della difesa laziale: cambiano gli interpreti ma non cambiano gli errori. Su questo dovrebbe riflettere il tecnico della Lazio. Sono 4 anni che la Lazio sembra impotente di fronte ai calci piazzati. Pur con una difesa completamente rivoluzionata in questo campionato, i gol subiti hanno le stesse cause. Sembra più che una semplice distrazione o una sfortunata coincidenza. Al 33' brutto scontro in elevazione tra Nedved e Lichtsteiner, con il difensore della Lazio che ha la peggio riportando una ferita sanguinante al naso. Nell’occasione Morganti non sanziona Nedved, anche se il gomito dell’ex laziale è molto alto. Da questo momento Morganti inizierà a distribuire gialli a profusione, con preferenza ai biancocelesti anche quando ne meriterebbero di più i bianconeri, specialmente Molinaro, Sissoko e Marchisio. Questa, purtroppo, è un’altra costante delle partite della Lazio, anche in casa. Il primo tempo si chiude così in parità, anche se ai punti la Lazio avrebbe meritato molto di più.
Ripresa con le stesse formazioni. Ma la situazione si capovolge, la Juve è più decisa: Al 4' Sissoko dopo una grande progressione impegna Carrizo che si fa sfuggire il pallone e para in 2 tempi. Brivido. Subito dopo ci prova Marchionni. La Lazio rompe l'assedio juventino con Zarate che all’11’ si porta a spasso tre giocatori della Juve, poi calcia con il destro dai 25 metri. Conclusione a lato, ma non di molto. Al 17' Rossi sostituisce Meghni con Brocchi, 8 minuti più tardi è la volta di Zanetti e Dabo che lasciano il posto a Marchisio e De Silvestri. Al 26’ Carrizo si esibisce in una bella uscita bassa che ferma la fuga di Del Piero lanciato in profondità da una bella iniziativa di Nedved. Al 31' fuori Zarate e dentro Foggia. Commenta l'argentino: “sempre io devo uscire?”. Viene riportato alla ragione da Tare, siparietto poco felice davanti alle telecamere, anche se la decisione di Rossi suscita più di un dubbio: poteva optare per l’uscita di Pandev, ad esempio, in netto calo nel secondo tempo. Due minuti dopo Manninger si fa perdonare l'incertezza sul gol di Ledesma salvando in uscita su Pandev: nello scontro si infortunano entrambi, ma rimangono in campo. Al 35’ esce anche Del Piero, sostituito da Giovinco. Pochi sussulti, fino al 40' quando Legrottaglie anticipa Pandev fuori area e il suo tiro scheggia il palo alla sinistra di Carrizo. Quattro minuti di recupero. Ma le squadre sono stanche, il ritmo è stato alto. Al 48' Rocchi cerca sul secondo palo Foggia che stava scendendo dalla parte opposta: Molinaro va in chiusura, forse fallosa. Foggia reclama il rigore, ma è l'ultima emozione.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-JUVENTUS 1-1

LAZIO (4-3-3): Carrizo; Lichtsteiner, Diakite, Rozehnal, Radu; Dabo (26' s.t. De Silvestri), Ledesma, Meghni (18' st Brocchi); Pandev, Rocchi, Zarate (32' s.t. Foggia). (Muslera, Cribari, Kolarov, Makinwa). All. Rossi.
JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Mellberg, Ariaudo, Legrottaglie, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Zanetti (26' s.t. Marchisio), Nedved; Amauri, Del Piero (35' s.t. Giovinco). (Chimenti, De Ceglie, Poulsen, Tiago, Ekdal). All. Ranieri.
ARBITRO: Morganti.
MARCATORI: Ledesma (L) al 25', Mellberg (J)al 30' p.t.
NOTE: spettatori 60.000. Ammoniti Dabo, Del Piero, Molinaro, Radu, Sissoko, Lichtsteiner, Brocchi. Recupero 2' p.t., 4' s.t.

martedì 25 novembre 2008

Lazio-Genoa: un pari pieno di errori arbitrali


Il dopo derby lascia qualche strascico per l’occasione perduta e la vigilia di Lazio-Genoa inizia con le avvisaglie del nervosismo di Tommaso Rocchi, sabato escluso dalla squadra dei titolari in allenamento. Tridente sì, tridente no. Rossi criticato dai tifosi per le sue scelte e per il suo carattere. Tutti ingredienti sbagliati per una crescita. La posizione in classifica è allettante - a un passo dalla zona Champions, i biancocelesti stanno complessivamente facendo molto bene. Quasi non si comprendono i motivi dello scontento. Quasi: perché questa squadra ha lasciato intravvedere, in più di un’occasione, grandi e insospettate potenzialità. E ora ci si aspettano sempre prestazioni continue e di spessore. Invece la squadra va in campo e, quasi in ogni partita, getta via il primo tempo, per dimostrare grinta e personalità nel secondo. Una curiosa alternanza di fasi che gli stessi calciatori faticano a spiegarsi, mentre Rossi è incline a non notare tanta differenza tra le due frazioni di gioco, perlomeno non in tutte le gare. C’è anche di mezzo la mentalità: una partenza a razzo non implementata quando era auspicabile – se non necessario - il salto di qualità: mancanza di personalità? Un normale percorso di crescita in una squadra rinnovata per 6/11 durante l’estate? Scelte tecniche e tattiche non sempre indovinate? Forse un po’ di tutto, in proporzioni variabili. Eppure sembra che l’Aquila non riesca a librarsi in volo con l’innata naturalezza. Anche la prova contro il Genoa (giocata dalla Lazio con il lutto al braccio per ricordare la scomparsa del grande giornalista laziale Sandro Curzi) lascia un po’ di amaro in bocca. La sconfitta del derby avrebbe dovuto innescare una rabbiosa voglia di riscatto: e invece la Lazio entra in campo ancora inefficace, ancora inconcludente. Merito anche del Genoa, senza dubbio. Gasperini è abile nel contrastare le mosse di Rossi, costruisce attorno a Pandev una serie di gabbie mobili con interpreti sempre diversi. Il macedone quasi non tocca palla. Deludono prestazioni così bloccate se a offrirle è un calciatore di gran classe come Pandev. Zárate si vede a sprazzi, poco servito: il centrocampo con il buon Dabo al posto dello squalificato Ledesma soffre gli avversari rossoblu e con difficoltà riesce a imbeccare Foggia (uno dei più vispi), Maurito o Pandev. Intorno alla mezzora Meghni sveglia la gara: parte dalla propria metà campo, si beve centrocampisti e difensori, ma il suo tiro si conclude sul fondo. Poco dopo è Kolarov, con una punizione magistrale e potentissima da 35 metri, a spaventare Rubinho: sulla sua respinta ci prova Pandev con un tiro debole e centrale che il portiere rossoblu blocca con facilità. Al 40’ increscioso e gigantesco errore dell’assistente De Santis che annulla per un fuorigioco impossibile il gol di Milito. Abbacinante la svista. Nell’occasione la difesa della Lazio non si trovava in area e l’accorrente Cribari (molto buona però la sua prova al rientro come titolare) è molto in ritardo. Due minuti dopo ancora Kolarov: da fermo, a centrocampo, esplode una della sue legnate che sfiora il gol. Al rientro Rocchi rileva Pandev. Come al solito la Lazio ha tutt’altro piglio: dopo appena 3 minuti Zárate sfiora la traversa, seguito a breve da Foggia, sugli sviluppi di un corner. Al 7’ altro grande errore arbitrale: Sculli cade in area seguito dall’accorrente Lichtsteiner che non lo tocca, come mostrano diverse inquadrature alla moviola, ma Mazzoleni (evidentemente per farsi perdonare il gol annullato ingiustamente – curiosa la sua lunga chiacchierata poco prima della ripresa con un calciatore del Genoa con mano davanti alla bocca, non certo prevista dal regolamento) decide per il rigore. A sorpresa Milito tira alto sopra la traversa. Al 13’ Foggia spara una gran botta sotto l’incrocio, Rubinho fa il miracolo deviando in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo c’è un mani rossoblu in area che Mazzoleni, evidentemente, giudica involontario, poi ci prova Rocchi, ma tira sul portiere. Lazio sempre più vicina al gol, Genoa in 10 dietro alla linea del pallone, con il solo Milito in avanti. Al 21’ Rocchi si divora il gol del vantaggio: il suo tiro è debole, con Rubinho fuori dai pali, salva Papastathopuolos con il petto. Gol mangiato, gol subito, la dura legge del calcio: tre minuti dopo Milito la mette dentro, lasciato colpevolmente libero di calciare dalla difesa biancoceleste. Rossi in difficoltà inserisce anche Inzaghi per Meghni. Il centrocampo si sguarnisce notevolmente. Al 34’ Carrizo salva il possibile raddoppio da parte di Milito e un minuto dopo Dabo, con una gran botta dai 25 metri, induce Rubinho all’errore: il portiere brasiliano para, poi si lascia sfuggire la palla in rete. La gara è virtualmente conclusa: solo un sussulto magistrale di Zárate al 48' su punizione, il suo tiro sfiora il secondo palo. Un punto guadagnato per la Lazio, per come si erano messe le cose in campo. Due punti persi per una squadra che sta esprimendo meno di quanto potrebbe ogni volta che deve spiccare il salto.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-GENOA 1-1 (pt 0-0)
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Cribari, Rozehnal; Kolarov, Brocchi, Dabo, Meghni (28' st S. Inzaghi); Pandev (1' st Rocchi), Zarate, Foggia. (86 Muslera, 29 De Silvestri, 87 Diakite, 68 Manfredini, 11 Mauri). All.: D. Rossi.
GENOA: Rubinho; Papastathopoulos, Ferrari, Biava; Criscito, Vanden Borre, Thiago Motta, Juric (21' st Gasbarroni); Sculli (11' st Mesto), Milito, Palladino (39' st Potenza). (73 Scarpi, 26 Bocchetti, 3 Potenza). All.: Gasperini.
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo
MARCATORI: nel st 24' Milito, 35' Dabo
ANGOLI: 10-2 per la Lazio.
RECUPERO: 1' e 4'.
AMMONITI: Criscito, Rozehnal, Motta e Papastathopoulos per gioco falloso.
SPETTATORI: 27.000.
NOTE: All'8' del st Milito ha sbagliato un calcio di rigore.

giovedì 20 novembre 2008

La Lazio perde il derby per disattenzione...

Il problema non è tanto e non solo aver perso il derby, che come dice Delio Rossi “è un campionato nel campionato”. Il problema è soprattutto come è stato perso: un coro unanime da parte del mondo biancoceleste. Troppe le seduzioni: Lazio tra le prime in classifica, Roma penultima. Lazio lanciata con tre vittorie consecutive e Zárate in resta, Roma in grande difficoltà con una striscia di cinque gare senza successo. Prima i grandi dibattiti, per lo più stucchevoli: tridente sì, tridente no. Centrocampo pesante per supportarlo. Ovvietà, forse. Eppure, nell’entusiasmo generale, qualche laziale sapeva che questo derby nascondeva più di un’insidia tra le tante seduzioni. Tra tutte – Roma in cerca disperata di rilancio, Lazio che può dare maggior lustro al proprio cammino in campionato, una in particolare, il derby non si può perdere, e così via citando – una in particolare: riuscirà la Lazio a non fallire l’appuntamento con il salto di qualità? I precedenti non sono confortanti: da prima in classifica ha fallito con il Milan (ci può stare) e con il Bologna (ma in quell’occasione la Lazio – chissà perché – non scende in campo). Qualcuno sentiva che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto.
La sera l’Olimpico è quello delle grandi occasioni: 60 mila spettatori, ma il tifo giallorosso è molto attenuato: i tempi sono difficili... la Curva Nord è gremita, ma non colorata come ci si aspettava. Le due tifoserie, però, si uniscono nel ricordo di Gabriele Sandri, di cui è appena ricorso l’anniversario della morte, Ci sono anche messaggi per Simone, il 13enne travolto da un albero la settimana scorsa e fan della Roma. Spalletti e Rossi mandano in campo 2 schieramenti quasi speculari. La Roma con Baptista alle spalle di Vucinic e Totti, la Lazio con Zárate e Pandev dietro a Rocchi. In qualche modo sempre di tridente si tratta. Rossi in più ci mette Mauri mezzo interno sinistro di centrocampo. Lazio spregiudicata a prima vista, ma solo a prima vista: in realtà gli uomini di Rossi conducono un primo tempo lento nelle ripartenze, spesso impensieriti da alcune timide manovre giallorosse. Insomma, altro che arrembaggio. Sembra che la Lazio sia contratta e timorosa, senza alcun evidentissimo motivo. La Roma è ancora una squadra ferita, lontana dal gioco e dalla velocità dello scorso anno. Ma nei primi 45 minuti si contano solo una grandissima parata di Carrizo su colpo di testa di Vucinic in tuffo (al 19’), poi Mexes si vede negare l’acrobazia da Siviglia. I calci piazzati: un problema noto alla diesa biancoceleste. La Lazio risponde, con Lichtsteiner che pesca la testa di Zárate sul secondo palo, la zuccata finisce di pochissimo sul fondo. È l’argentino la vera anima della Lazio, Pandev sembra piuttosto appannato, Rocchi al 37’ – su un gran suggerimento di Zárate – ci prova in girata. Un bel gesto che però non trova la porta.
Nella ripresa Rossi lascia Mauri negli spogliatoi, sostituito da Meghni. Un cambio che – come in altre occasioni – lascia perplessi, ma non per la qualità del giocatore francese. La Roma passa dopo 5 minuti appena: corner corto battuto in fretta – uno dei trucchi preferiti dalla Roma – Totti crossa per la testa di Baptista che indirizza la palla alle spalle di Carrizo, incolpevole. Mentre la difesa della Lazio si guardava ancora intorno... Inconcepibili disattenzioni! La Lazio reagisce, ma è sfortunata: incomprensione tra Doni e Mexes, Zárate intercetta di testa, ma il portiere giallorosso fa il miracolo. Ci prova anche Pandev, al 20’, ma la sua botta sfiora il palo. La Lazio soffre, soprattutto a centrocampo: Ledesma si fa espellere al 21’ (atterramento di Baptista) lasciando i compagni in dieci. Paradossalmente, con un uomo in meno, la Lazio si sveglia e fino alla fine della partita mette in grande sofferenza la Roma. Rossi arretra leggermente Pandev e mantiene il tridente, ma ora è un’altra storia. Rocchi al 25’ sfiora l’incrocio dei pali alla sinistra di Doni, due minuti dopo Pandev si divora il gol del pareggio cn un sinistro che tira addosso a Doni da distanza piuttosto ravvicinata. Nella Roma Totti lascia il posto a Menez che al 33’, ben servito da Vucinic in contropiede, si fa intercettare dall’attento Carrizo. Al 39’ è la volta di Simone Inzaghi che rileva Rocchi e subito ci prova di testa, pochi minuti dopo viene ristabilita la parità numerica in campo con l’espulsione di Perrotta. La partita termina con un colpo di testa di Lichtsteiner fuori dallo specchio della porta. La Lazio è stata superiore nel gioco alla Roma. Forse troppo timorosa nel primo tempo, imprecisa in più di un’occasione, e anche un po’ sfortunata in alcuni frangenti. Ha dimostrato però gran carattere quando si è trovata in difficoltà. Quello che le serve per gareggiare a viso aperto in questo campionato con grandi potenzialità ancora completamente da svelare. Anche se si è capito ormai da un pezzo che la stella di Zárate la illumina sempre. Anche in questo derby è stato l’unico a far ammattire la difesa avversaria.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO
ROMA-LAZIO 1-0 (pt 0-0)
ROMA: Doni; Panucci (dal 33' s.t. Cassetti), Mexes, Juan, Tonetto; Perrotta, De Rossi, Brighi; Baptista; Totti (dal 31' s.t. Menez), Vucinic (dal 44' s.t. Taddei). (Arthur, Cicinho, Riise, Montella). All. Spalletti
LAZIO: Carrizo; Lichsteiner, Siviglia, Rozehnal, Radu; Brocchi (dal 36' s.t. Dabo), Ledesma, Mauri (dal 15' s.t. Meghni); Pandev, Rocchi (dal 39' s.t. Inzaghi), Zarate. (Muslera, Cribari, Kolarov, Foggia). All. Rossi
ARBITRO: Rocchi
MARCATORE: Baptista al 5' s.t.
ESPULSI: Ledesma (L) al 21' s.t. e Perrotta (R) al 42' s.t. per doppia ammonizione.
AMMONITI: Tonetto (R), Radu (L) e Lichsteiner (L) per gioco scorretto.
ANGOLI: 9 (R) 4 (L).
RECUPERI: pt 1', st 4'
SPETTATORI: 60.000 circa.

giovedì 13 novembre 2008

Zárate e Rocchi sbloccano la partita contro il Siena


Che fatica contro il Siena. Come spesso accade, la Lazio nel primo tempo non riesce a impostare la partita e, soprattutto grazie alla bravura di Giampaolo e dei suoi ragazzi - su tutti gli ottimi Zuniga, Vergassola, Ghezzal - soffre le offensive bianconere. Curioso lo schieramento dei padroni di casa, va detto, senza una prima punta a guidare l’attacco e con un centrocampo molto compassato: la compresenza di Dabo, Ledesma, Mauri e Meghni non garantisce il giusto raccordo con Foggia (Pandev è assente per squalifica) e Zárate e la Lazio non tira una sola volta in porta. Il Siena si rende subito pericoloso con Ghezzal che prima sfiora di sinistro il secondo palo di Carrizo poi lo impegna in una vera prodezza con la mano di riporto con un’eccellente girata. Dal corner che ne scaturisce la vera occasione da gol, mancata da Maccarone che di testa non riesce a inquadrare la rete. Nella ripresa Delio Rossi rimedia ai propri errori inserendo Rocchi al posto di Meghni (la sua prova giudicata dai più immeritatamente insufficiente, in realtà è l’unico ad attrarre su di sé l’attenzione dei toscani con i suoi movimenti a centrocampo), e la partita dei biancocelesti assume tutt’altro altro ritmo e atteggiamento. Al 7’ Rozehnal manca la porta con un tiraccio da dimenticare, ma ci pensa Maurito Zárate sei minuti dopo a sbloccare la partita: Rocchi viene atterrato da Rossettini al limite dell’area, Zárate si assume la responsabilità del calcio di punizione e ne esce un capolavoro che Curci rimane a osservare inerme mentre si infila sotto all’incrocio dei pali. Una vera magia: il portiere neanche si muove, perché la palla prende un effetto talmente ingannevole da sembrare fuori dai pali. Memorabile. La Lazio si sblocca, il Siena accusa il colpo, anche se Maccarone prova a impensierire la difesa di Rossi con la sua velocità: Siviglia e Rozehnal però non sbagliano mai. Giampaolo le prova tutte, fino a inserire quattro punte, ma questo facilita le scorribande di Foggia e Zárate. Al 40’ l’argentino si invola sulla destra, con un assist pennellato in scivolata serve una palla d’oro a Rocchi che, da vero centravanti, mette dentro anticipando Curci. All’ultimo dei tre minuti di recupero Zárate, al termine di una veloce discesa sulla destra, che gli avversari inutilmente cercano di contrastare, costringe Curci alla respinta. Ribatte Lichtsteiner, ma Curci respinge ancora. La palla torna sui piedi dello svizzero che, con un grande gesto di generosità, serve a Rocchi (poteva tranquillamente segnare il suo primo gol con la Lazio) che realizza così la sua doppietta. Il risultato è pesante e parzialmente immeritato per il Siena, che nel primo tempo ha messo seriamente in difficoltà gli uomini di Rossi. La Lazio torna ai vertici della classifica e si prepara ad affrontare la lunga e difficile preparazione del derby contro la Roma.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-SIENA 3-0 (p.t. 0-0)
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov; Dabo (dal 26'st Brocchi), Ledesma, Mauri; Meghni (dal 1'st Rocchi), Foggia (dal 38'st De Silvestri), Zarate. (A disp.: Muslera, Diakitè, Radu, Inzaghi). All.: Rossi.
SIENA: Curci; Zuniga, Rossettini, Portanova, Del Grosso; Vergassola, Codrea (dal 40'st Calaiò), Galloppa (dal 18'st Frick); Kharja (dal 18'st Jarolim); Ghezzal, Maccarone. (A disp.: Manitta, Moti, Rossi, Coppola). All.: Giampaolo.
ARBITRO: Brighi di Cesena.
MARCATORI: Zarate al 13'st, Rocchi al 40' e al 48'st
AMMONITI: Rossettini (S), Siviglia (L).
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni, spettatori 40mila circa.
ANGOLI: 6-5 per la Lazio.
RECUPERO: 1', 3'.

lunedì 27 ottobre 2008

Una Lazio sfortunata (e imprecisa) cede l’Olimpico al Napoli


Seconda sconfitta consecutiva per i biancocelesti di Delio Rossi, la prima in casa. Dopo la brutta prova di Bologna, la Lazio scende in campo agguerrita e per una buona mezz’ora è padrona assoluta del campo. Il primo tempo è avvincente, con Zárate e Pandev protagonisti, purtroppo sfortunati: il primo manda alto sulla traversa sfruttando un rimpallo su una discesa veloce di Pandev, poi si fa anticipare da Iezzo su una perfetta pennellata di Ledesma. Risponde il Napoli, che pressato dalla Lazio, non riesce a spingersi agilmente in avanti: al 22’ Lavezzi conclude di poco alla sinistra della porta di Carrizo. Una decina di minuti dopo Zárate supera sulla desta Iezzo, ma perde il contrasto con Blasi. Al 36’ è Mauri a divorarsi il gol, su un eccellente servizio di Pandev che fa sgusciare la palla tra due avversare: il suo tiro ravvicinato viene respinto con i piedi dall’estremo difensore napoletano. Sulla fine del primo tempo però è il Napoli a rendersi pericoloso in due occasioni: al 44’ una punizione di Gargano si stampa sull’incrocio dei pali, e poco dopo Lavezzi conclude sul filo del palo destro di Carrizo. Al ritorno in campo la Lazio è ancora convincente: buona una percussione di Manfredini che Iezzo disinnesca abilmente, poi al 5’ Zárate si trova palla al piede davanti al portiere napoletano, ma Santacroce, disinteressandosi del pallone, va sul bomber argentino e lo colpisce con una spallata. Rigore netto, non per l’arbitro Banti, già protagonista in negativo non solo in altre partite con i biancocelesti, ma anche nel primo tempo, quando concede un solo minuto di recupero dopo innumerevoli perdite di tempo del Napoli e una direzione molto favorevole nei confronti degli ospiti. Al 12’ Carrizo fa il miracolo su Denis, lanciato a rete da Lavezzi, con un’uscita provvidenziale. La Lazio si lascia un po’ andare e al 16’ viene punita anche dalla malasorte. Lavezzi, che con le sue incursioni è sempre micidiale, dalla linea di fondo sulla sinistra crossa al centro, il tiro viene intercettato sfortunatamente da Siviglia che provoca l’autorete. Delio Rossi le tenta tutte: entra Foggia per Manfredini, ma ormai la Lazio è giù di morale. Al 25′ ci prova Zarate su punizione, primo tiro sulla barriera (con un mani involontario di Denis), al secondo tentativo si oppone Navarro, che nel frattempo ha sostituito Iezzo dolorante alla schiena. A un quarto d’ora dalla fine è la volta di Simone Inzaghi, che stranamente rileva Brocchi: Rossi prova la carta del salvataggio in extremis. Al 41’ la Lazio sfiora il pareggio con Pandev, che si vede deviare un bel tiro sulla traversa da Navarro: sulla ribattuta ci prova proprio Inzaghi, ma il suo tiro va oltre la traversa. Nei cinque i minuti di recupero però e proprio Lavezzi a sfiorare il raddoppio con un bel tiro destinato in rete, che Siviglia devia con grande tempestività. Lazio sfortunata e imprecisa, condizionata purtroppo anche dalla conduzione arbitrale. E tra soli tre giorni è la volta del Chievo a Verona: Rossi non potrà contare su Mauri e Foggia, squalificati per 2 turni "per avere, al termine della gara, uscendo dal terreno di giuoco, rivolto all'Arbitro e ad un Assistente espressioni ingiuriose". Banti colpisce ancora.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-NAPOLI 0-1 (Primo tempo 0-0)
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner (dal 42' st De Silvestri), Siviglia, Rozehnal, Radu, Brocchi (dal 35' st S. Inzaghi), Ledesma, Manfredini (dal 17' st Foggia), Mauri; Pandev, Zarate. (A disp.: Muslera, Diakite, Kolarov, Dabo).
All.: D. Rossi.
NAPOLI: Iezzo (dal 21' st Navarro); Santacroce, Rinaudo, Aronica, Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik, Mannini (dal 20' st Contini), Denis (dal 35' st Zalayeta), Lavezzi. (Grava, Montervino, Pazienza, Pià).
All.: Reja.
ARBITRO: Banti di Livorno.
MARCATORE: aut. Siviglia (L) al 16' st
AMMONITI:
Blasi (N), Mauri (L), Lichtsteiner (L), Rozehnal (L), Foggia (L), Ledesma (L)
NOTE:
Angoli: 4-3 per il Napoli.
Recupero: 1' e 5'

domenica 19 ottobre 2008

Brutto stop della Lazio a Bologna


La Lazio esce sconfitta dal Dall’Ara. Brutta battuta di arresto di fronte ai 5mila tifosi biancocelesti giunti a Bolgna per sostenere la squadra di Delio Rossi.

Brutto stop della Lazio al Dall’Ara di Bologna. I biancocelesti scendono in campo molli e senza verve (o forse non scendono proprio in campo), e al 5’ si ritrovano già sotto di un gol. Volpi su punizione beffa la barriera e supera Carrizo. Ingenuo il fallo di mano di Siviglia che causa la punizione, ma non si può tacere il precedente fuori gioco di Di Vaio che non viene sanzionato dall’assistente dell’arbitro. Curioso destino: anche nella gara tra Bologna e Lazio - che nella stagione 2004-05 portò la società biancoceleste ad essere implicata ingiustamente in Calciopoli - Tagliavento “regalò” al Bologna il calcio di punizione del vantaggio siglato da Giunti. Ma la reazione biancoceleste, in quella partita, fu veemente, portando Oddo e Rocchi a ribaltare il risultato. Questa volta va diversamente. Nonostante l’avvertimento, la Lazio non entra in partita. Così dopo appena 6 minuti arriva il raddoppio dei rossoblu: sul corner battuto da Volpi, Siviglia e Cribari si guardano inermi e Di Vaio ne approfitta con un preciso colpo di testa che piega le mani a Carrizo. La direzione di gara di Tagliavento non è impeccabile, più disponibile nei confronti dei padroni di casa e troppo da protagonista. Ma non è questo il motivo del risultato: il Bologna è determinato e aggressivo, con un mucchio di centrocampisti a supporto del solo Di Vaio in attacco. Chiude bene gli spazi ai biancocelesti. I rossoblù arrivano sempre primi sulla palla. L’inserimento di Dabo si rivela un errore, il calciatore è lento e nervoso e non aiuta Brocchi, fuori posizione alla sinistra di Ledesma. Curiosamente il continuo cambiamento di posizione dei tre attaccanti – che tanti problemi aveva creato alle difese avversarie - questa domenica non va in onda: Zárate largo a sinistra non è incisivo come da centrale. Foggia, che si è sempre espresso meglio a sinistra, gioca a destra. Rossi, insomma, ci mette del suo. Al 26’ l’ennesimo errore difensivo porta alla doppietta Di Vaio, che realizza un gol di gran classe: l’ex laziale raccoglie un preciso lancio di Marchini, si fa beffe di Siviglia e Cribari, controlla di destro e con il sinistro infila per la terza volta Carrizo con un tiro imprendibile. La Lazio cerca la riscossa con Kolarov: il suo destro impegna Antonioli che respinge di pugno, poi Foggia sfiora il primo palo, ma la Lazio è in difficoltà. Al 33’ Rossi cerca di porre rimedio inserendo Mauri al posto di Dabo, che nel frattempo si è anche fatto ammonire. Un bel colpo di testa di Cribari, parato in angolo da Antonioli, chiude il primo tempo. Nella ripresa Zárate lascia il campo a Rocchi che dopo 6 minuti raccoglie una bella verticalizzazione di Ledesma e si trova da solo davanti al portiere. Il tiro è centrale, Antonioli respinge, ma Rocchi rimedia raccogliendo il rimpallo e spedendo in rete. La Lazio accenna a riprendersi e per una decina di minuti spinge il Bologna nella propria metà campo, ma non riesce mai ad essere veramente incisiva. Pandev probabilmente risente della sfortunata trasferta con la propria nazionale, e non è mai davvero pericoloso. Al 34’ viene sostituito da Simone Inzaghi, ma ormai è troppo tardi. Anche una punizione di Ledesma viene vanificata da Mauri che, di testa, spedisce alto sulla traversa. La Lazio fallisce un importante appuntamento per mantenere il primato in classifica, il Bologna rialza la testa e con una gara di grande carattere, determinazione e corretto assetto tattico salva la panchina di Arrigoni, fortemente discussa in settimana. Bella prova anche per Mudingayi, che dà tutto in campo contro la sua ex squadra, disputando una partita di livello.
Nel dopo partita solo Delio Rossi risponde ai microfoni:
- Cosa non ha funzionato oggi?
Dopo dieci minuti eravamo sotto di due gol. Poi ci siamo ripresi ma ormai la frittata era fatta. Oggi non abbiamo interpretato bene la gara dall’inizio e quindi dobbiamo solo recitare il mea culpa. Faremo bene se daremo sempre il massimo, non ci possiamo permettere di giocare sotto ritmo e di attaccare la spina così tardi. La sosta non ci ha fatto bene. Dobbiamo resettare e ripartire. Siamo una squadra che deve dare il massimo per ottenere forse il minimo. Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi adesso. Analizzare i primi 20 minuti di oggi significa parlare di un’altra squadra rispetto a quella che abbiamo visto a inizio campionato. Non mi aspettavo una partita così. Sono a capo di questo gruppo, se questa è stata la prestazione vuol dire che non ho tenuto alta l’attenzione”.
- Zárate non segna più? Cos’è successo?
Non è successo niente. Zárate è esploso in maniera esponenziale. È un giocatore importante e tornerà ad essere quello che è. Ho sostituito lui come avrei potuto sostituire un altro”.
- Il ritorno di Rocchi, una nota positiva di questa brutta giornata?
Tommaso è un giocatore importante, uno che va in doppia cifra, ad ogni campionato. Rocchi per noi è molto importante, ha bisogno di giocare perché è stato fuori tanto tempo per l’infortunio. Ma ripeto, oggi quando abbiamo cominciato a giocare era troppo tardi”.
- C’è qualcosa da registrare in difesa?
Sulla punizione che porta al primo gol c’è la bravura di Volpi. Ma sul calcio d’angolo del secondo gol la responsabilità è della difesa”.
- Carrizo è in difficoltà, come è possibile dargli una mano?
Non la sensazione che Carrizo sia in difficoltà. La vita dei portieri è fatta di alti e bassi. Ma io non vedo il ragazzo in difficoltà”.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
BOLOGNA-LAZIO 3-1 (pt 3-0)
BOLOGNA: Antonioli, Zenoni, Terzi, Moras, Bombardini, Mudingayi, Volpi, Lavecchia (17′ st Mingazzini), Marchini (28′ st Lanna), Valiani (45′ st Castellini), Di Vaio. In panchina: 15 Colombo, 16 Carrus, 20 Adailton, 11 Bernacci. All.: Arrigoni.
LAZIO:Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Kolarov, Dabo (34′ pt Mauri), Ledesma, Brocchi, Foggia, Pandev (34′ st Inzaghi), Zarate (1′ st Rocchi). In panchina: 86 Muslera, 29 De Silvestri, 22 Rozenhal, 32 Radu. All.: Rossi.
Arbitro: Tagliavento di Terni
Reti: nel pt 5′ Volpi, 11′ e 26′ Di Vaio; nel st 6′ Rocchi.
Angoli: 7-4 per il Bologna
Recupero: 2′ e 6′.
Ammoniti: Siviglia, Bombardini, Dabo, Marchini, Brocchi e Ledesma per gioco scorretto; Zenoni per comportamento non regolamentare; Mudingayi per proteste
Spettatori: 20.145

lunedì 1 settembre 2008

Buona la prima: Cagliari-Lazio 4-1 e doppietta di Zarate.


Non gli davano tanta fiducia: "Ma che vuoi che mettano su YouTube, filmati taroccati, gli episodi migliori". Oppure: "Eh, ma bisogna vederlo nel campionato italiano...". Così è arrivato a Roma in bilico tra l'entusiasmo di pochi tifosi e lo scetticismo dei più. Tra i quali proprio Delio Rossi, che dopo la partita contro il Paok Salonicco in occasione della presentazione della Lazio all'Olimpico lo scorso 12 agosto, aveva detto:"Zarate è un giocatore che ha delle qualità, però anche lui viene da un'altra parte del mondo. Ha 21 anni, si inserirà piano piano. Sa giocare al calcio ma va inserito nel contesto insieme agli altri. Non vorrei che dessimo l'etichetta del fenomeno ai giocatori in base al criterio economico. Lo hai pagato tanto, quindi deve essere per forza un fenomeno. Zarate giocava con gli arabi, non viene dal Real Madrid, quindi qualche problema lo avrà avuto anche lui". Un Delio Rossi non proprio di tatto. Eppure Maurito ha saputo mettersi tutto dietro le spalle, non senza qualche difficoltà dopo non aver giocato neanche un minuto nel primo appuntamento di Coppa Italia contro il Benevento. Perché Delio Rossi all'inizio del ritiro aveva annunciato il risveglio di Makinwa, schierato puntualmente come prima punta (per Rossi Zarate non lo è) durante le amichevoli e puntualmente mai a segno. Molti si sono chiesti in questi giorni come sia possibile preferire Makinwa a Zarate, per un semplice motivo: di Makinwa si conoscono ormai (purtroppo) le giocate, di Zarate no. Così ieri Maurito ne ha approfittato per presentarsi ufficialmente al proprio allenatore, ai propri tifosi, al campionato italiano.
A Cagliari la Lazio ha esordito con un molle e preoccupante primo tempo. Pressata alta dai sardi, la squadra di Rossi (all'ultima giornata di squalifica, sostituito da Crialesi in panchina) sembrava la stessa brutta controfigura "ammirata" in campo nello scorso campionato. Interpreti diversi, eccome: Carrizo, Lichtsteiner, Matuzalem, Brocchi, Zarate. Ma stessa mancanza di idee, stessi affanni in difesa, stessa incapacità di costruire azioni credibili in attacco. Risultato: il Cagliari dominava e al 32' Larrivey - che qualche minuto prima aveva colpito un palo - la metteva dentro con un buon diagonale e la complicità della difesa biancoceleste. Non iniziava certo bene l'avventura della nuova Lazio di Delio Rossi. Anche perché il 4-4-2 non funzionava con quegli interpreti, causando soprattutto un forte scollegamento tra centrocampo e attacco. Bizzarra poi la decisione di schierare il neo arrivato Brocchi fin dal primo minuto e nel ruolo di ala destra. Nell'intervallo Foggia rileva Brocchi e si passa al 4-3-2-1 con Zarate prima punta, tanto per essere coerenti. Buon per la Lazio, che comincia a dare segni di risveglio e a pressare i cagliaritani finché al 17' non le viene concesso un sacrosanto rigore per un goffo fallo di mano di Lopez, che viene anche espulso. L'azione inizia con Mauri, lanciato da solo davanti al portiere, che gli scarica addosso il pallone divorandosi un gol fatto. Bravo anche Marchetti a mettersi sulla traiettoria, ma sulla sua respinta Pandev prova a metterla dentro, e qui interviene Lopez con una scivolata tanto inutile quanto maldestra che gli fa poi carambolare il pallone sulla mano. Rigore con espulsione del capitano del Cagliari. Pandev lascia tirare il rigore a Zarate, che la mette dentro. Pareggio. Trascorrono solo 9 minuti e al 26' Maurito si ripete, con un pallonetto da posizione davvero difficile defilata sulla sinistra. Questi sono i suoi colpi. Ancora 4 minuti e la legge dell'ex colpisce ancora: Foggia raccoglie un ottimo suggerimento di Kolarov che è sceso molto bene sulla fascia e la mette dentro con convinzione. Per pudore non esulta. Ma al 39' è proprio lui a svincolarsi in area e a dare a Pandev l'assist per il quarto gol. Partita chiusa. Tra le note positive la bella prova di Lichtsteiner: De Silvestri sarà spronato a una bella competizione con il giovane svizzero, puntuale e affidabile, e comunque Rossi avrà una nutrita scelta sulla fascia destra. Un po' in ombra Ledesma, che si trascina, almeno nel primo tempo, anche Matuzalem, meno reattivo del solito. Ma non abbiamo dubbi che i due saranno i pilastri del centrocampo biancoceleste, magari in un modulo a tre. E ancora Pasqualino Foggia, che si è ripreso la Lazio con entusiasmo e forza. Inspiegabile la sua assenza in questi ultimi 2 anni, nonostante Rossi lo avesse chiesto esplicitamente nell'affare Oddo. Da rivedere Brocchi, appena sbarcato da Milano e gettato subito nella mischia, e comunque non come esterno di centrocampo. Il 4-1 sul Cagliari è una grande iniezione di fiducia per questa nuova Lazio, che ben inizia il campionato: prima in classifica e con Zarate capocannoniere assieme a Di Natale. Voto 8, nonostante il primo tempo sconclusionato e un grazie a Crialesi che ha sostituito lo squalificato Rossi con un bel primato: tre presenze, tre vittorie.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
CAGLIARI-LAZIO 1-4 (pt 1-3)
CAGLIARI: Marchetti; Pisano (dal 28' s.t. Lazzari), Lopez, Canini, Fini; Conti, Biondini, Agostini; Cossu (dal 18' s.t. Magliocchetti); Jeda (dal 33' s.t. Matri), Larrivey. (Aresti, Acquafresca, Parola, Ferri). All. Allegri.
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Kolarov; Brocchi (dal 1' s.t. Foggia), Ledesma, Matuzalem, Mauri; Pandev (dal 43' s.t. Manfredini), Zarate (dal 47' s.t. Makinwa). (Muslera, Cribari, Radu, Diakhite). All. Crialesi
MARCATORI: Larrivey (C) al 31' p.t.; Zarate (L) su rigore al 17' e al 26', Foggia (L) al 30' e Pandev (L) al 39' s.t.
ARBITRO: Bergonzi di Genova
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni; spettatori 10mila circa. Espulso al 16' s.t. Lopez per fallo di mano in area. Ammoniti: Agostini, Brocchi, Larrivey, Cossu, Biondini. Angoli: 8-3. Recupero: 1' p.t. e 3' s.t.