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sabato 17 gennaio 2009

Pandev e Zarate stendono la Reggina


"Temo più la mia squadra della Reggina", aveva dichiarato Delio Rossi alla vigilia di Reggina-Lazio. Gli ha risposto Goran Pandev con la sua prima tripletta in biancoceleste. Il tridente più Meghni dà ragione al tecnico, anche se la gara si fa subito in salita quando Bergonzi, dopo appena 4 minuti, concede un rigore inesistente ai padroni di casa. Carrizo esce coraggiosamente su Brienza che si invola tutto solo verso la porta dopo l’inciampo di Rozehnal che perde il contrasto. Dal dischetto Corradi non sbaglia. Bergonzi scontenta tutti: i laziali per il rigore, i calabresi che vogliono il rosso per Carrizo, che invece si vede sventolare il giallo dall’arbitro. La Lazio non ci sta e inizia a macinare gioco: Meghni in veste di regista è delizioso, e permette a Ledesma di svolgere un’efficace azione di contrasto davanti alla difesa: il centrocampo è al sicuro. Il primo a impensierire Campagnolo è Zarate, al 13’: l’argentino è delizioso e imprendibile. Il gol arriva però un minuto dopo con Pandev, complice l’involontaria deviazione di un difensore granata: il suo sinistro diventa un pallonetto imprendibile. È il pareggio. Ci pensa Zarate al 22’ a far venire le traveggole alla difesa calabrese arrivando sul fondo a sinistra: dribbla come una saetta tre difensori e lancia il pallone nell’area piccola per Pandev, che ha il tempo e l’abilità di stoppare di petto e infilare in rete, sempre di sinistro. Capolavoro della coppia d’attacco biancoceleste, sempre più affiatata. Al ritorno dagli spogliatoi la Reggina è più aggressiva: guadagna subito 3 angoli e confeziona un’insidia da brivido per Carrizo su colpo di testa di Santo,s rimpallato da Rocchi. Pillon cambia qualcosa inserendo prima Cozza (all’8’) e tre minuti dopo Tognozzi. Mosse indovinate. La solita disattenzione difensiva dei biancocelesti porta la Reggina al pareggio: guizzo di Sestu sulla destra, cross rasoterra per capitan Cozza: Diakité e Carrizo si guardano senza capirsi, ne approfitta il reggino che la mette dentro senza indugi. Lazio troppo leziosa, quasi narcisista o masochista quando si esalta nelle difficoltà. La Lazio sembra in affanno, Diakité si deve dare parecchio da fare per respingere le incursioni dei padroni di casa. Rossi risponde richiamando ai box Dabo e Meghni per Brocchi e Mauri. Ma è Zarate a sistemare ancora una volta le cose: discesa fulminante sulla sinistra, ancora sul fondo: ipnotizza i difensori calabresi e con un pallonetto da manuale mette la palla sui piedi di Pandev che al 31’ realizza così la tripletta, questa volta di destro. Splendida coppia quella formata da Zarate e Pandev! La Lazio prova ancora qualche brivido: Di Gennaro, appena entrato al posto di Sestu, innesca bene Brienza che calcia di sinistro e trova la sfortunata deviazione di Corradi. Il pallone sfiora il palo. Ci prova fino all'ultimo la Reggina ma neanche i 4' di recupero cambiano il risultato. La Lazio vola a 30 punti verso la gara più attesa di fine girone di andata, quella in casa contro la Juventus.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
REGGINA - LAZIO 2-3
(p.t. 1-2)
REGGINA: Campagnolo, Cirillo, Santos, Lanzaro, Costa (8'st Cozza), Sestu (41'st Di Gennaro), Barreto, Tognozzi (11'st Viola), Barillà, Brienza, Corradi. In panchina: Marino, Krajcik, Cosenza, Ceravolo. Allenatore: Pillon
LAZIO: Carrizo, De Silvestri, Diakitè, Rozenhal, Radu, Dabo (21'st Brocchi), Ledesma, Meghni (30'st Mauri); Pandev, Rocchi, Zarate (36'st Foggia) In panchina: Muslera, Cribari, Kolarov, Makinwa. Allenatore: Rossi.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.
MARCATORI: 4'pt Corradi (rig), 14'pt, 22'pt e 31'st Pandev; 18'st Cozza.
NOTE: ammoniti: Carrizo, Tognozzi, Cirillo, Diakhite, Costa, Pandev. Angoli: 8-5 per la Lazio. Recupero: 1'; 4'.

sabato 20 dicembre 2008

Una rimonta incredibile: Udinese-Lazio 3-3


Non si capisce cosa stia accadendo alla Lazio: non è spiegabile con la forza della sola logica (che comunque nel calcio non la fa quasi mai da padrona) come sia possibile andare sotto di tre gol in un’ora e poi rimontare in 25 minuti sfiorando anche la vittoria. L’inedito 4-4-2 che Rossi schiera a sorpresa a Udine desta più di un interrogativo: Belleri e Del Nero sono praticamente due esordienti, Lichtsteiner spostato a centrocampo, Pandev in panchina, Mauri addirittura in tribuna. Un messaggio forte nei confronti della squadra? È appropriato inviare messaggi proprio in occasione di una partita così critica? Ambedue le squadre hanno bisogno di riscattarsi da una serie di insuccessi preoccupante, perché non si va sul sicuro? La Lazio, nonostante un buon piglio fin dai primi minuti,
finisce per fare il gioco dei padroni di casa: a Di Natale bastano 9 minuti per battere Carrizo con una grande giocata in coppia con Quagliarella, che gli mette sui piedi l’assist perfetto. I biancocelesti reagiscono a testa bassa: tutti in avanti. Risultato? Il secondo gol arriva dopo soli 6 minuti. Lo scenario è il solito: contropiede fulminante, questa volta è Di Natale a mandare in gol Quagliarella. La Lazio però non si abbatte: Ledesma si carica la squadra sulle spalle, cerca il gran tiro dalla distanza, l’assist prezioso per Rocchi (al 45’). Qualcosa si muove, ma senza risultato.
Al rientro dagli spogliatoi Rossi cambia le carte in tavola, riproponendo un più probabile 4-3-3: Meghni rileva Belleri e Lichtsteiner torna terzino sinistro, Pandev per Del Nero. È proprio il macedone a far cambiare marcia ai suoi, ma inaspettatamente dopo 10 minuti arriva il terzo gol: Di Natale a tu per tu con Carrizo lo batte dopo che il portiere argentino si fa scappare dalle mani il pallone che ha già parato. Sul 3-0 la partita potrebbe considerarsi chiusa. Lazio ormai agli inferi. Eppure la parola fine non è stata ancora pronunciata. Pandev al 15’ tira una gran botta decentrato sulla sinistra, Handanovic respinge ma c’è Zarate davanti alla porta e il suo tap-in è freddo e implacabile. L’argentino senza esultare va subito a riprendere la palla in fondo alla rete e la riporta al centro del campo. L’Udinese accusa il colpo, la Lazio cresce: al 27’ svetta imperiosamente Diakité al centro della difesa bianconera e la mette dentro con un gran colpo di testa. Questo ragazzo è il futuro della Lazio e con il gol riscatta lo sfortunato incidente dell’autorete contro l’Inter. Due minuti dopo anche Carrizo fa vedere che è un gran portiere e si supera su un bel tiro di Quagliarella. Entra nel vivo della gara anche Zarate, piuttosto in ombra per 70 minuti nonostante il gol. Marino rinforza il centrocampo con Obodo, esce Pepe. Anche Foggia al 35’ rileva Dabo, Rossi ora ci crede. L’aiuta l'Udinese che pensa solo a difendersi e così al 40' ci pensa Ledesma con una delle sue bombe: destro forte e preciso che porta il risultato sul 3-3. Davvero incredibile. Il finale della partita è solo Lazio, un vero e proprio assedio che per poco non guadagna anche la vittoria. ci mette del suo anche l’arbitro Rosetti che inesplicabilmente concede soltanto 3 minuti di recupero nonostante l’infortunio di D’Agostino al 42’ (sostituito da Pasquale) e la perdita di tempo che si è consumata in campo prima di far uscire il malcapitato dal campo. Un pareggio assurdo, che non porta granché ai due contendenti e risveglia in casa biancoceleste critiche e dubbi sulla tenuta dello spogliatoio. L’incredibile rimonta di ben 3 gol consumata in soli 25 minuti offre alla Lazio uno spunto più che interessante per capire di che pasta è fatta. Sempre che ci creda.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
UDINESE-LAZIO 3-3 (pt 2-0)
UDINESE (3-4-3): Handanovic; Coda, Sala, Domizzi; Motta, D'Agostino, (42' st Pasquale), Inler, Lukovic; Pepe (25' st Obodo), Quagliarella (39' st Floro Flores), Di Natale. (Belardi, Nef, Asamoah, Sanchez). All. Marino
LAZIO (4-4-2): Carrizo; Belleri (1' st Meghni), Diakitè, Cribari, Radu; Lichtsteiner, Dabo (35' Foggia sv), Ledesma, Del Nero (1' st Pandev); Rocchi, Zarate. (Muslera, Firmani, Rozehnal, Manfredini). All. Rossi
ARBITRO: Rosetti di Torino
MARCATORI: Di Natale al 9' p.t., Quagliarella al 15' p.t; Di Natale al 10' s.t., Zarate al 15' s.t., Diakitè al 27' s.t., Ledesma al 39' s.t.
NOTE: Recupero: 1' e 3'. Angoli: 6 a 3 per la Lazio. Ammoniti: Cribari, Dabo e Meghni per gioco falloso; Radu per comportamento non regolamentare; Quagliarella e Domizzi per proteste. Spettatori: 14.000

giovedì 20 novembre 2008

La Lazio perde il derby per disattenzione...

Il problema non è tanto e non solo aver perso il derby, che come dice Delio Rossi “è un campionato nel campionato”. Il problema è soprattutto come è stato perso: un coro unanime da parte del mondo biancoceleste. Troppe le seduzioni: Lazio tra le prime in classifica, Roma penultima. Lazio lanciata con tre vittorie consecutive e Zárate in resta, Roma in grande difficoltà con una striscia di cinque gare senza successo. Prima i grandi dibattiti, per lo più stucchevoli: tridente sì, tridente no. Centrocampo pesante per supportarlo. Ovvietà, forse. Eppure, nell’entusiasmo generale, qualche laziale sapeva che questo derby nascondeva più di un’insidia tra le tante seduzioni. Tra tutte – Roma in cerca disperata di rilancio, Lazio che può dare maggior lustro al proprio cammino in campionato, una in particolare, il derby non si può perdere, e così via citando – una in particolare: riuscirà la Lazio a non fallire l’appuntamento con il salto di qualità? I precedenti non sono confortanti: da prima in classifica ha fallito con il Milan (ci può stare) e con il Bologna (ma in quell’occasione la Lazio – chissà perché – non scende in campo). Qualcuno sentiva che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto.
La sera l’Olimpico è quello delle grandi occasioni: 60 mila spettatori, ma il tifo giallorosso è molto attenuato: i tempi sono difficili... la Curva Nord è gremita, ma non colorata come ci si aspettava. Le due tifoserie, però, si uniscono nel ricordo di Gabriele Sandri, di cui è appena ricorso l’anniversario della morte, Ci sono anche messaggi per Simone, il 13enne travolto da un albero la settimana scorsa e fan della Roma. Spalletti e Rossi mandano in campo 2 schieramenti quasi speculari. La Roma con Baptista alle spalle di Vucinic e Totti, la Lazio con Zárate e Pandev dietro a Rocchi. In qualche modo sempre di tridente si tratta. Rossi in più ci mette Mauri mezzo interno sinistro di centrocampo. Lazio spregiudicata a prima vista, ma solo a prima vista: in realtà gli uomini di Rossi conducono un primo tempo lento nelle ripartenze, spesso impensieriti da alcune timide manovre giallorosse. Insomma, altro che arrembaggio. Sembra che la Lazio sia contratta e timorosa, senza alcun evidentissimo motivo. La Roma è ancora una squadra ferita, lontana dal gioco e dalla velocità dello scorso anno. Ma nei primi 45 minuti si contano solo una grandissima parata di Carrizo su colpo di testa di Vucinic in tuffo (al 19’), poi Mexes si vede negare l’acrobazia da Siviglia. I calci piazzati: un problema noto alla diesa biancoceleste. La Lazio risponde, con Lichtsteiner che pesca la testa di Zárate sul secondo palo, la zuccata finisce di pochissimo sul fondo. È l’argentino la vera anima della Lazio, Pandev sembra piuttosto appannato, Rocchi al 37’ – su un gran suggerimento di Zárate – ci prova in girata. Un bel gesto che però non trova la porta.
Nella ripresa Rossi lascia Mauri negli spogliatoi, sostituito da Meghni. Un cambio che – come in altre occasioni – lascia perplessi, ma non per la qualità del giocatore francese. La Roma passa dopo 5 minuti appena: corner corto battuto in fretta – uno dei trucchi preferiti dalla Roma – Totti crossa per la testa di Baptista che indirizza la palla alle spalle di Carrizo, incolpevole. Mentre la difesa della Lazio si guardava ancora intorno... Inconcepibili disattenzioni! La Lazio reagisce, ma è sfortunata: incomprensione tra Doni e Mexes, Zárate intercetta di testa, ma il portiere giallorosso fa il miracolo. Ci prova anche Pandev, al 20’, ma la sua botta sfiora il palo. La Lazio soffre, soprattutto a centrocampo: Ledesma si fa espellere al 21’ (atterramento di Baptista) lasciando i compagni in dieci. Paradossalmente, con un uomo in meno, la Lazio si sveglia e fino alla fine della partita mette in grande sofferenza la Roma. Rossi arretra leggermente Pandev e mantiene il tridente, ma ora è un’altra storia. Rocchi al 25’ sfiora l’incrocio dei pali alla sinistra di Doni, due minuti dopo Pandev si divora il gol del pareggio cn un sinistro che tira addosso a Doni da distanza piuttosto ravvicinata. Nella Roma Totti lascia il posto a Menez che al 33’, ben servito da Vucinic in contropiede, si fa intercettare dall’attento Carrizo. Al 39’ è la volta di Simone Inzaghi che rileva Rocchi e subito ci prova di testa, pochi minuti dopo viene ristabilita la parità numerica in campo con l’espulsione di Perrotta. La partita termina con un colpo di testa di Lichtsteiner fuori dallo specchio della porta. La Lazio è stata superiore nel gioco alla Roma. Forse troppo timorosa nel primo tempo, imprecisa in più di un’occasione, e anche un po’ sfortunata in alcuni frangenti. Ha dimostrato però gran carattere quando si è trovata in difficoltà. Quello che le serve per gareggiare a viso aperto in questo campionato con grandi potenzialità ancora completamente da svelare. Anche se si è capito ormai da un pezzo che la stella di Zárate la illumina sempre. Anche in questo derby è stato l’unico a far ammattire la difesa avversaria.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO
ROMA-LAZIO 1-0 (pt 0-0)
ROMA: Doni; Panucci (dal 33' s.t. Cassetti), Mexes, Juan, Tonetto; Perrotta, De Rossi, Brighi; Baptista; Totti (dal 31' s.t. Menez), Vucinic (dal 44' s.t. Taddei). (Arthur, Cicinho, Riise, Montella). All. Spalletti
LAZIO: Carrizo; Lichsteiner, Siviglia, Rozehnal, Radu; Brocchi (dal 36' s.t. Dabo), Ledesma, Mauri (dal 15' s.t. Meghni); Pandev, Rocchi (dal 39' s.t. Inzaghi), Zarate. (Muslera, Cribari, Kolarov, Foggia). All. Rossi
ARBITRO: Rocchi
MARCATORE: Baptista al 5' s.t.
ESPULSI: Ledesma (L) al 21' s.t. e Perrotta (R) al 42' s.t. per doppia ammonizione.
AMMONITI: Tonetto (R), Radu (L) e Lichsteiner (L) per gioco scorretto.
ANGOLI: 9 (R) 4 (L).
RECUPERI: pt 1', st 4'
SPETTATORI: 60.000 circa.

giovedì 13 novembre 2008

Zárate e Rocchi sbloccano la partita contro il Siena


Che fatica contro il Siena. Come spesso accade, la Lazio nel primo tempo non riesce a impostare la partita e, soprattutto grazie alla bravura di Giampaolo e dei suoi ragazzi - su tutti gli ottimi Zuniga, Vergassola, Ghezzal - soffre le offensive bianconere. Curioso lo schieramento dei padroni di casa, va detto, senza una prima punta a guidare l’attacco e con un centrocampo molto compassato: la compresenza di Dabo, Ledesma, Mauri e Meghni non garantisce il giusto raccordo con Foggia (Pandev è assente per squalifica) e Zárate e la Lazio non tira una sola volta in porta. Il Siena si rende subito pericoloso con Ghezzal che prima sfiora di sinistro il secondo palo di Carrizo poi lo impegna in una vera prodezza con la mano di riporto con un’eccellente girata. Dal corner che ne scaturisce la vera occasione da gol, mancata da Maccarone che di testa non riesce a inquadrare la rete. Nella ripresa Delio Rossi rimedia ai propri errori inserendo Rocchi al posto di Meghni (la sua prova giudicata dai più immeritatamente insufficiente, in realtà è l’unico ad attrarre su di sé l’attenzione dei toscani con i suoi movimenti a centrocampo), e la partita dei biancocelesti assume tutt’altro altro ritmo e atteggiamento. Al 7’ Rozehnal manca la porta con un tiraccio da dimenticare, ma ci pensa Maurito Zárate sei minuti dopo a sbloccare la partita: Rocchi viene atterrato da Rossettini al limite dell’area, Zárate si assume la responsabilità del calcio di punizione e ne esce un capolavoro che Curci rimane a osservare inerme mentre si infila sotto all’incrocio dei pali. Una vera magia: il portiere neanche si muove, perché la palla prende un effetto talmente ingannevole da sembrare fuori dai pali. Memorabile. La Lazio si sblocca, il Siena accusa il colpo, anche se Maccarone prova a impensierire la difesa di Rossi con la sua velocità: Siviglia e Rozehnal però non sbagliano mai. Giampaolo le prova tutte, fino a inserire quattro punte, ma questo facilita le scorribande di Foggia e Zárate. Al 40’ l’argentino si invola sulla destra, con un assist pennellato in scivolata serve una palla d’oro a Rocchi che, da vero centravanti, mette dentro anticipando Curci. All’ultimo dei tre minuti di recupero Zárate, al termine di una veloce discesa sulla destra, che gli avversari inutilmente cercano di contrastare, costringe Curci alla respinta. Ribatte Lichtsteiner, ma Curci respinge ancora. La palla torna sui piedi dello svizzero che, con un grande gesto di generosità, serve a Rocchi (poteva tranquillamente segnare il suo primo gol con la Lazio) che realizza così la sua doppietta. Il risultato è pesante e parzialmente immeritato per il Siena, che nel primo tempo ha messo seriamente in difficoltà gli uomini di Rossi. La Lazio torna ai vertici della classifica e si prepara ad affrontare la lunga e difficile preparazione del derby contro la Roma.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-SIENA 3-0 (p.t. 0-0)
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia, Rozehnal, Kolarov; Dabo (dal 26'st Brocchi), Ledesma, Mauri; Meghni (dal 1'st Rocchi), Foggia (dal 38'st De Silvestri), Zarate. (A disp.: Muslera, Diakitè, Radu, Inzaghi). All.: Rossi.
SIENA: Curci; Zuniga, Rossettini, Portanova, Del Grosso; Vergassola, Codrea (dal 40'st Calaiò), Galloppa (dal 18'st Frick); Kharja (dal 18'st Jarolim); Ghezzal, Maccarone. (A disp.: Manitta, Moti, Rossi, Coppola). All.: Giampaolo.
ARBITRO: Brighi di Cesena.
MARCATORI: Zarate al 13'st, Rocchi al 40' e al 48'st
AMMONITI: Rossettini (S), Siviglia (L).
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni, spettatori 40mila circa.
ANGOLI: 6-5 per la Lazio.
RECUPERO: 1', 3'.

venerdì 31 ottobre 2008

Rocambolesca vittoria della Lazio al Bentegodi


La Lazio vince in trasferta contro il Chievo e interrompe il trend negativo che l’ha vista conquistare un solo punto nelle ultime tre partite. Al Bentegodi i padroni di casa tengono alto il ritmo fin dall’inizio, nonostante il campo appesantito dal mal tempo, la Lazio invece non risponde. Rossi – con una decisione piuttosto curiosa – schiera un 4-4-2 con 4 esterni bassi: De Silvestri e Radu in difesa, Lichtsteiner (che prova la sua!) e Kolarov a centrocampo, con Zárate e Pandev in attacco. A completare il reparto difensivo Siviglia e Rozehnal, Dabo accanto a Ledesma davanti alla difesa. Formazione bizzarra, tra l’altro la Lazio ha dimostrato in più di un’occasione di non fare bene con il 4-4-2, come nell’esordio a Cagliari subito corretto nella ripresa. Così accade anche a Verona, e onestamente non si comprendono i motivi di tali scelte tattiche. Piuttosto autolesioniste, perché si vede immediatamente che la Lazio è spaesata. Tant’è che a fine partita lo stesso tecnico biancoceleste dichiara: “Nel primo tempo noi facevamo forse un po’ di fatica, accorciavamo male e abbiamo anche rischiato ma poi abbiamo sbagliato anche gol abbastanza facili”. C’è da chiedersi, a questo punto, quale oscuro motivo lo abbia obbligato a stravolgere la squadra. Il Chievo è padrone del campo e al 7’ Pellissier, lasciato colpevolmente solo dalla difesa della Lazio (è grottesco, ma sembra uno schema ormai ben acquisito), manda di testa alla destra della porta di Carrizo (immobile). Ma il centravanti gialloblu ci mette soltanto 4 minuti a imboccare la rete con un potente sinistro da fuori area su assist di Bentivoglio. De Silvestri colpevole nell’occasione. La Lazio reagisce. O meglio, Zárate inventa il gol per Pandev al 14’: con una delle sue incredibili e velocissime serpentine lascia sul posto Malagò, si porta sul fondo a sinistra e offre su un piatto d’argento la palla per il piattone di Pandev, che non si fa pregare due volte. L’argentino è un vero fuoriclasse, uno di quei calciatori che infiammano le tifoserie, già beniamino incontrastato dei supporter biancocelesti. È lui a creare le uniche apprensioni per la difesa del Chievo: dopo la mezz’ora il ritmo cala e Kolarov manda a lato dal limite dell’area dopo un’invitante sponda di Pandev. Nella ripresa Rossi si avvede dei propri errori e schiera Rocchi al posto di Kolarov: è tridente, la vera forza esplosiva di questa Lazio. Rocchi è in forma e già al 10’ potrebbe siglare il gol del vantaggio: su una verticalizzazione perfetta di Ledesma tenta il pallonetto da sinistra cercando di beffare Sorrentino, ma la palla sfiora il palo e finisce fuori. Risponde Bogdani in contropiede, ma la sua conclusione – propiziata dalla sponda di Pellissier – è deviata in corner con una gran parata da Carrizo. La Lazio sale in cattedra, ma non riesce a finalizzare. Al 19’ Rocchi di testa manda a lato di pochissimo l’angolo battuto da Zárate. Sette minuti dopo Pandev si libera davanti al portiere, ma il suo sinistro sbatte su Sorrentino – uno specialista sulle uscite basse – che blocca con bravura. A un quarto d’ora dalla fine altra decisione grottesca dell’allenatore biancoceleste: fuori Zárate per Makinwa, che in campo combina poco o nulla. Un’altra scelta autolesionista: la Lazio ha disperato bisogno dei tre punti, perché togliere l’unico calciatore capace di creare pericolo e – soprattutto – di inventare gol d’autore? “Zárate arrabbiato per la sostituzione? Aveva fatto benissimo, ma l’ho visto stanco ed ho preferito mettere un giocatore più fresco”, così spiegherà poi Rossi. Ma l’argentino non sembrava affatto stanco... La legge del contrappasso però aiuta i biancocelesti: l’autogol subito ingiustamente all’Olimpico contro il Napoli viene restituito da Mantovani che, solo in area, devia nella propria porta in scivolata un cross di Radu dalla sinistra a soli 8 minuti dal termine. La Lazio torna a casa con 3 punti meritati per quanto mostrato in campo nel secondo tempo. E con i favori della dea bendata.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO
CHIEVO-LAZIO 1-2 (pt 1-1)
CHIEVO: Sorrentino, Malagò, Mandelli, Yepes, Mantovani, Luciano (42' s.t. Esposito), Patrascu, Bentivoglio, Marcolini (19' s.t. D'anna), Pellissier, Bogdani (28' s.t. Kerlon). In panchina: Squizzi, Cesar, Frey, Iunco. Allenatore: Iachini.
LAZIO: Carrizo, De Silvestri, Siviglia, Rozehnal, Radu, Lichtsteiner, Dabo (36' s.t. Brocchi), Ledesma, Kolarov (1' s.t. Rocchi), Zárate (29' s.t. Makinwa), Pandev. In panchina: Muslera, Diakité, Inzaghi, Mendicino. Allenatore: Rossi.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.
MARCATORI: 11' p.t. Pellissier, 15' p.t. Pandev; 37' s.t. aut. Mantovani.
NOTE: serata piovosa, non fredda; terreno scivoloso.
ANGOLI: 6-4 per la Lazio.
AMMONITI: Bogdani, Luciano, Patrascu, Radu, De Silvestri.
RECUPERO: 2'; 4'.

lunedì 27 ottobre 2008

Una Lazio sfortunata (e imprecisa) cede l’Olimpico al Napoli


Seconda sconfitta consecutiva per i biancocelesti di Delio Rossi, la prima in casa. Dopo la brutta prova di Bologna, la Lazio scende in campo agguerrita e per una buona mezz’ora è padrona assoluta del campo. Il primo tempo è avvincente, con Zárate e Pandev protagonisti, purtroppo sfortunati: il primo manda alto sulla traversa sfruttando un rimpallo su una discesa veloce di Pandev, poi si fa anticipare da Iezzo su una perfetta pennellata di Ledesma. Risponde il Napoli, che pressato dalla Lazio, non riesce a spingersi agilmente in avanti: al 22’ Lavezzi conclude di poco alla sinistra della porta di Carrizo. Una decina di minuti dopo Zárate supera sulla desta Iezzo, ma perde il contrasto con Blasi. Al 36’ è Mauri a divorarsi il gol, su un eccellente servizio di Pandev che fa sgusciare la palla tra due avversare: il suo tiro ravvicinato viene respinto con i piedi dall’estremo difensore napoletano. Sulla fine del primo tempo però è il Napoli a rendersi pericoloso in due occasioni: al 44’ una punizione di Gargano si stampa sull’incrocio dei pali, e poco dopo Lavezzi conclude sul filo del palo destro di Carrizo. Al ritorno in campo la Lazio è ancora convincente: buona una percussione di Manfredini che Iezzo disinnesca abilmente, poi al 5’ Zárate si trova palla al piede davanti al portiere napoletano, ma Santacroce, disinteressandosi del pallone, va sul bomber argentino e lo colpisce con una spallata. Rigore netto, non per l’arbitro Banti, già protagonista in negativo non solo in altre partite con i biancocelesti, ma anche nel primo tempo, quando concede un solo minuto di recupero dopo innumerevoli perdite di tempo del Napoli e una direzione molto favorevole nei confronti degli ospiti. Al 12’ Carrizo fa il miracolo su Denis, lanciato a rete da Lavezzi, con un’uscita provvidenziale. La Lazio si lascia un po’ andare e al 16’ viene punita anche dalla malasorte. Lavezzi, che con le sue incursioni è sempre micidiale, dalla linea di fondo sulla sinistra crossa al centro, il tiro viene intercettato sfortunatamente da Siviglia che provoca l’autorete. Delio Rossi le tenta tutte: entra Foggia per Manfredini, ma ormai la Lazio è giù di morale. Al 25′ ci prova Zarate su punizione, primo tiro sulla barriera (con un mani involontario di Denis), al secondo tentativo si oppone Navarro, che nel frattempo ha sostituito Iezzo dolorante alla schiena. A un quarto d’ora dalla fine è la volta di Simone Inzaghi, che stranamente rileva Brocchi: Rossi prova la carta del salvataggio in extremis. Al 41’ la Lazio sfiora il pareggio con Pandev, che si vede deviare un bel tiro sulla traversa da Navarro: sulla ribattuta ci prova proprio Inzaghi, ma il suo tiro va oltre la traversa. Nei cinque i minuti di recupero però e proprio Lavezzi a sfiorare il raddoppio con un bel tiro destinato in rete, che Siviglia devia con grande tempestività. Lazio sfortunata e imprecisa, condizionata purtroppo anche dalla conduzione arbitrale. E tra soli tre giorni è la volta del Chievo a Verona: Rossi non potrà contare su Mauri e Foggia, squalificati per 2 turni "per avere, al termine della gara, uscendo dal terreno di giuoco, rivolto all'Arbitro e ad un Assistente espressioni ingiuriose". Banti colpisce ancora.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
LAZIO-NAPOLI 0-1 (Primo tempo 0-0)
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner (dal 42' st De Silvestri), Siviglia, Rozehnal, Radu, Brocchi (dal 35' st S. Inzaghi), Ledesma, Manfredini (dal 17' st Foggia), Mauri; Pandev, Zarate. (A disp.: Muslera, Diakite, Kolarov, Dabo).
All.: D. Rossi.
NAPOLI: Iezzo (dal 21' st Navarro); Santacroce, Rinaudo, Aronica, Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik, Mannini (dal 20' st Contini), Denis (dal 35' st Zalayeta), Lavezzi. (Grava, Montervino, Pazienza, Pià).
All.: Reja.
ARBITRO: Banti di Livorno.
MARCATORE: aut. Siviglia (L) al 16' st
AMMONITI:
Blasi (N), Mauri (L), Lichtsteiner (L), Rozehnal (L), Foggia (L), Ledesma (L)
NOTE:
Angoli: 4-3 per il Napoli.
Recupero: 1' e 5'

domenica 19 ottobre 2008

Brutto stop della Lazio a Bologna


La Lazio esce sconfitta dal Dall’Ara. Brutta battuta di arresto di fronte ai 5mila tifosi biancocelesti giunti a Bolgna per sostenere la squadra di Delio Rossi.

Brutto stop della Lazio al Dall’Ara di Bologna. I biancocelesti scendono in campo molli e senza verve (o forse non scendono proprio in campo), e al 5’ si ritrovano già sotto di un gol. Volpi su punizione beffa la barriera e supera Carrizo. Ingenuo il fallo di mano di Siviglia che causa la punizione, ma non si può tacere il precedente fuori gioco di Di Vaio che non viene sanzionato dall’assistente dell’arbitro. Curioso destino: anche nella gara tra Bologna e Lazio - che nella stagione 2004-05 portò la società biancoceleste ad essere implicata ingiustamente in Calciopoli - Tagliavento “regalò” al Bologna il calcio di punizione del vantaggio siglato da Giunti. Ma la reazione biancoceleste, in quella partita, fu veemente, portando Oddo e Rocchi a ribaltare il risultato. Questa volta va diversamente. Nonostante l’avvertimento, la Lazio non entra in partita. Così dopo appena 6 minuti arriva il raddoppio dei rossoblu: sul corner battuto da Volpi, Siviglia e Cribari si guardano inermi e Di Vaio ne approfitta con un preciso colpo di testa che piega le mani a Carrizo. La direzione di gara di Tagliavento non è impeccabile, più disponibile nei confronti dei padroni di casa e troppo da protagonista. Ma non è questo il motivo del risultato: il Bologna è determinato e aggressivo, con un mucchio di centrocampisti a supporto del solo Di Vaio in attacco. Chiude bene gli spazi ai biancocelesti. I rossoblù arrivano sempre primi sulla palla. L’inserimento di Dabo si rivela un errore, il calciatore è lento e nervoso e non aiuta Brocchi, fuori posizione alla sinistra di Ledesma. Curiosamente il continuo cambiamento di posizione dei tre attaccanti – che tanti problemi aveva creato alle difese avversarie - questa domenica non va in onda: Zárate largo a sinistra non è incisivo come da centrale. Foggia, che si è sempre espresso meglio a sinistra, gioca a destra. Rossi, insomma, ci mette del suo. Al 26’ l’ennesimo errore difensivo porta alla doppietta Di Vaio, che realizza un gol di gran classe: l’ex laziale raccoglie un preciso lancio di Marchini, si fa beffe di Siviglia e Cribari, controlla di destro e con il sinistro infila per la terza volta Carrizo con un tiro imprendibile. La Lazio cerca la riscossa con Kolarov: il suo destro impegna Antonioli che respinge di pugno, poi Foggia sfiora il primo palo, ma la Lazio è in difficoltà. Al 33’ Rossi cerca di porre rimedio inserendo Mauri al posto di Dabo, che nel frattempo si è anche fatto ammonire. Un bel colpo di testa di Cribari, parato in angolo da Antonioli, chiude il primo tempo. Nella ripresa Zárate lascia il campo a Rocchi che dopo 6 minuti raccoglie una bella verticalizzazione di Ledesma e si trova da solo davanti al portiere. Il tiro è centrale, Antonioli respinge, ma Rocchi rimedia raccogliendo il rimpallo e spedendo in rete. La Lazio accenna a riprendersi e per una decina di minuti spinge il Bologna nella propria metà campo, ma non riesce mai ad essere veramente incisiva. Pandev probabilmente risente della sfortunata trasferta con la propria nazionale, e non è mai davvero pericoloso. Al 34’ viene sostituito da Simone Inzaghi, ma ormai è troppo tardi. Anche una punizione di Ledesma viene vanificata da Mauri che, di testa, spedisce alto sulla traversa. La Lazio fallisce un importante appuntamento per mantenere il primato in classifica, il Bologna rialza la testa e con una gara di grande carattere, determinazione e corretto assetto tattico salva la panchina di Arrigoni, fortemente discussa in settimana. Bella prova anche per Mudingayi, che dà tutto in campo contro la sua ex squadra, disputando una partita di livello.
Nel dopo partita solo Delio Rossi risponde ai microfoni:
- Cosa non ha funzionato oggi?
Dopo dieci minuti eravamo sotto di due gol. Poi ci siamo ripresi ma ormai la frittata era fatta. Oggi non abbiamo interpretato bene la gara dall’inizio e quindi dobbiamo solo recitare il mea culpa. Faremo bene se daremo sempre il massimo, non ci possiamo permettere di giocare sotto ritmo e di attaccare la spina così tardi. La sosta non ci ha fatto bene. Dobbiamo resettare e ripartire. Siamo una squadra che deve dare il massimo per ottenere forse il minimo. Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi adesso. Analizzare i primi 20 minuti di oggi significa parlare di un’altra squadra rispetto a quella che abbiamo visto a inizio campionato. Non mi aspettavo una partita così. Sono a capo di questo gruppo, se questa è stata la prestazione vuol dire che non ho tenuto alta l’attenzione”.
- Zárate non segna più? Cos’è successo?
Non è successo niente. Zárate è esploso in maniera esponenziale. È un giocatore importante e tornerà ad essere quello che è. Ho sostituito lui come avrei potuto sostituire un altro”.
- Il ritorno di Rocchi, una nota positiva di questa brutta giornata?
Tommaso è un giocatore importante, uno che va in doppia cifra, ad ogni campionato. Rocchi per noi è molto importante, ha bisogno di giocare perché è stato fuori tanto tempo per l’infortunio. Ma ripeto, oggi quando abbiamo cominciato a giocare era troppo tardi”.
- C’è qualcosa da registrare in difesa?
Sulla punizione che porta al primo gol c’è la bravura di Volpi. Ma sul calcio d’angolo del secondo gol la responsabilità è della difesa”.
- Carrizo è in difficoltà, come è possibile dargli una mano?
Non la sensazione che Carrizo sia in difficoltà. La vita dei portieri è fatta di alti e bassi. Ma io non vedo il ragazzo in difficoltà”.
Alessandro Staiti

IL TABELLINO:
BOLOGNA-LAZIO 3-1 (pt 3-0)
BOLOGNA: Antonioli, Zenoni, Terzi, Moras, Bombardini, Mudingayi, Volpi, Lavecchia (17′ st Mingazzini), Marchini (28′ st Lanna), Valiani (45′ st Castellini), Di Vaio. In panchina: 15 Colombo, 16 Carrus, 20 Adailton, 11 Bernacci. All.: Arrigoni.
LAZIO:Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Kolarov, Dabo (34′ pt Mauri), Ledesma, Brocchi, Foggia, Pandev (34′ st Inzaghi), Zarate (1′ st Rocchi). In panchina: 86 Muslera, 29 De Silvestri, 22 Rozenhal, 32 Radu. All.: Rossi.
Arbitro: Tagliavento di Terni
Reti: nel pt 5′ Volpi, 11′ e 26′ Di Vaio; nel st 6′ Rocchi.
Angoli: 7-4 per il Bologna
Recupero: 2′ e 6′.
Ammoniti: Siviglia, Bombardini, Dabo, Marchini, Brocchi e Ledesma per gioco scorretto; Zenoni per comportamento non regolamentare; Mudingayi per proteste
Spettatori: 20.145

lunedì 14 luglio 2008

La grande festa e gli estintori



Grande festa biancoceleste sabato 12 luglio al Lazio Style 1900 dell’outlet Fashion District di Valmontone: la presentazione delle nuove maglie della Lazio ha chiamato a raccolta circa 2mila tifosi che hanno accolto Zárate, Carrizo, Siviglia, Dabo e Delio Rossi al canto di cori e inni. Il tutto animato in diretta dalla stazione mobile di Radio 6 con lo staff di conduttori al completo (da Max Arrichiello e Gianni Elsner a Marco Anselmi, Alessio Buzzanca e Mauro Cedrone), mentre con grande puntualità Furio Focolari introduceva i nuovi e i vecchi eroi con le nuove maglie. I primi complimenti vanno ai tifosi che sono accorsi a festeggiare i propri beniamini sotto un sole cocente: purtroppo la mancanza di un palchetto ha impedito a chi stava dietro di poter seguire comodamente l’evento. Unico neo. Del resto qualche problema logistico era naturale prevederlo nella piazzetta antistante il primo Lazio store: non ci si aspettava una risposta così generosa da parte del pubblico. Rossi ha esordito ringraziando i tifosi: “Stare sotto questo sole ad aspettare noi significa avere un grande amore per la squadra”. Ha poi puntato, come sempre, alla concretezza: “Non sono un tipo da proclami, ecco perché quest’anno dovremo parlare poco e fare molti fatti. L’obiettivo viene di conseguenza dall’atteggiamento che la squadra dimostra in campo. L’anno scorso avevamo diversi traguardi e non li abbiamo centrati. L’anno prima ci dovevamo salvare e siamo arrivati in Champions. La nostra squadra deve posizionarsi a ridosso delle grandi, ma più che dichiararli gli obiettivi vanno centrati”. Abbiamo chiesto a Rossi se effettivamente proverà nuovi schemi tattici in campo, come si vocifera da alcune settimane: “C’è anche la possibilità di cambiare qualcosa nel modo di giocare per andare incontro alle caratteristiche dei giocatori, ma non è detto che si farà anche perché dobbiamo provare. E un altro problema e che in questo periodo un po’ particolare qualcuno non ci sarà. Perdere i giocatori per le Olimpiadi mi rende orgoglioso, ma qualche problema ce lo crea”. A proposito di traguardi, ci pensa però Siviglia a puntualizzare, non prima di aver ringraziato i numerosi tifosi: “Voi siete il cuore pulsante di questa società. Speriamo di fare un buon campionato perché il nostro obiettivo è tornare in Europa”. Belle le nuove maglie: oltre alla classica celeste, con bordini scuri sulle maniche e tessuto a retina, singolari quella nera con colletto – che sarà anche la maglietta per il tempo libero – e sgargiante quella gialla. Carrizo – che ad ogni mossa sollevava un coro di tifosi - potrà contare come prima maglia su un verde sgargiante. Dalle 15.00, poi, l’assalto al negozio della Lazio: una lunga fila di appassionati ha atteso il proprio turno per assicurarsi i nuovi prodotti Puma targati S.S. Lazio. Mentre a Valmontone si festeggiava, c’era chi comunque cercava di spegnere ad ogni costo il fuoco dell’entusiasmo: alcune agenzie – poi immancabilmente riprese dai maggiori quotidiani (alcuni dei quali sembra che non aspettino altro che creare ingiustificati allarmi nel mondo Lazio) - hanno subito incluso il nome di Carrizo nella mega inchiesta sulla falsificazione dei passaporti comunitari in Argentina. Ma ci voleva proprio poco a ricordare che la Lazio ha atteso un anno per poter tesserare il portiere e proprio da extracomunitario?
Alessandro Staiti

mercoledì 9 luglio 2008

La presentazione di Juan Pablo Carrizo, nuovo portiere della Lazio.


Lunedì 7 luglio è stato fianlmente il giorno di Juan Pablo Carrizo. Il campione argentino che ha conquistato lo scudetto con il River Plate, dopo un anno dall'annuncio e diverse traversie burocratiche, approda in biancoceleste. Juan Pablo Carrizo ha carisma. Unisce l'umiltà del giovane alla sicurezza del professionista esperto. Non a caso è giudicato uno dei migliori portieri in circolazione. Le parole del nuovo portiere biancoceleste sono state ormai rese note dai maggiori mezzi di informazione, non è il caso di riportarle anche in questa sede. Al termine della presentazione, una scena che a Formello non si vedeva da molto tempo. Una folla di tifosi era assiepata ai cancelli e scandiva cori per Juan Pablo. Carrizo ha chiesto di poter scendere per poter abbracciare e ringraziare tutti, firmando numerosi autografi. Un bell'inizio. Auguriamo a lui e alla Lazio un futuro ricco di soddisfazioni e di successi.
Alessandro Staiti